INCONTRI FORMATIVI A.M.A. AutoMutuoAiuto 2014

A.I.T.Sa.M. e SelfHelp organizzano a VERONA 4 incontri formativi sulla Salute Mentale

Auto Mutuo Aiuto e Reti Relazionali
RIDIAMO UMANITA’ ALLA SOFFERENZA MENTALE
Oltre la visione psichiatrica

La salute mentale è un bene molto prezioso, da promuovere e tutelare. Quando questo bene viene meno, le persone incontrano una forte sofferenza legata alla condizione di estraneità e di incomprensione che si crea nel loro rapporto con il contesto familiare, amicale, lavorativo, sociale.
La soluzione di questa sofferenza, nel corso di questi anni, è stata sempre più affidata alle “cure sanitarie”. L’attenzione si è focalizzata sulla patologia e sulla centralità della diagnosi psichiatrica. La quasi totalità delle risorse finanziarie e professionali è stata impegnata nella realizzazione di un sistema rigido, standardizzato, parcellizzato, condizionato dai vincoli amministrativi, la cui spina dorsale è formato da strutture. La carenza di risorse è diventata sempre più l’alibi della difficoltà a fornire risposte personalizzate e di senso. La persona è, così, diventata sempre più “oggetto” (di studio, osservazione, cure, valutazioni, ricerca, spostamento, contese, frantumazione, mercato) e sempre meno soggetto-in-relazione. In questo modo abbiamo aggiunto allo stigma sociale, che da sempre accompagna le persone con sofferenza mentale, un contesto che favorisce l’”autostigma”, la convinzione, cioè, che lentamente si ingenera nella persona sofferente di non potercela fare. Cade, così, la speranza ed il senso della vita.
Tutto questo è stato possibile grazie a culture e pratiche che, a partire dalle speranze della Riforma Psichiatrica, sono andate progressivamente incanalandosi nella parzialità dell’approccio sanitario e istituzionale perdendo i contatti con le caratteristiche di umanità che sempre devono connotare la persona ed, in particolare, la persona in condizione di sofferenza. Culture e pratiche che attraversano trasversalmente tutti i soggetti interessati, da quelli pubblici, al privato sociale, alle famiglie, al volontariato.
Questo sistema mostra quotidianamente i propri limiti di fronte alla crescente richiesta di relazionalità, produzione di senso, recupero di speranza, ricostruzione di reti, soluzioni immediate e personalizzate di bisogni concreti, desiderio di decidere come vivere la propria vita. Mostra cioè le proprie difficoltà ad esaudire le aspirazioni di umanità che, uniche, permettono ad una persona di potersi realizzare, non secondo i nostri “modelli” ma secondo le proprie possibilità.
E così lo stesso Sistema che dovrebbe riabilitare rischia, come afferma anche la Regione Veneto, di essere “connivente con la patologia, in quanto risponde ad una diagnosi ma non risponde all’uomo che da malato si trasforma in soggetto più sano e nuovamente abile alla produttività” e, aggiungiamo noi, alla vita.
Ma in questi anni abbiamo anche coltivato altri terreni, quelli che si richiamano ai principi dell’Auto Aiuto e della relazionalità. Abbiamo sperimentato la possibilità concreta da parte delle persone, anche le più problematiche, di ridare senso alla propria vita attraverso un processo di protagonismo ed emancipazione. Abbiamo capito come questo è più facile che avvenga se si costruisce un contesto, il più largo possibile, di relazionalità, che si approcci alla sofferenza mentale con maggiore umanità, che la veda come parte di se stesso.
La possibilità di riaprire le porte alla speranza passa perciò attraverso un necessario cammino di cambiamento che deve coinvolgere tutti i soggetti interessati: in primo luogo chi vive sulla propria pelle la condizione di sofferenza, le famiglie che condividono più da vicino questa condizione, gli operatori pubblici e privati che desiderano ridare un senso al proprio lavoro quotidiano, tutte le persone che per senso di cittadinanza percepiscono il valore della condivisione e della fratellanza.

Quattro incontri di orientamento e formazione

Alla luce dei principi dell’Auto Aiuto e delle Relazioni di Reciprocità, proponiamo un percorso di riconversione del modo oggi diffuso di guardare e rapportarsi alla malattia mentale, di parlarne, di rispondere ai suoi bisogni, nella convinzione che ciascuno di noi possa poi farsi portatore di nuova cultura e di nuova speranza nei propri contesti di vita.
L’approccio che proponiamo offre spunti utili anche per il rapporto con l’area del decadimento cognitivo.

Gli incontri si terranno a Verona, nella Sala polifunzionale di Golosine,
all’angolo tra le vie Po e Rienza dalle ore 15,30 alle ore 17,30

Contenuti degli incontri

1° Incontro – 21 marzo 2014
Caratteristiche e limiti del sistema di tutela della salute mentale
I bisogni insoddisfatti

2° Incontro – 4 aprile 2014
Una rivoluzione copernicana: la Persona protagonista della sua sofferenza e della sua vita
Umanizzare, e quindi normalizzare, la “malattia mentale”
Costruiamo una nuova cultura

3° Incontro – 9 maggio 2014
Le relazioni, alimento della vita psico-sociale
Contesti relazionali e possibilità di cittadinanza
Costruiamo un nuovo rapporto

4° Incontro – 16 maggio 2014
Diagnosi, progetto, autonomia, cronicità
Proviamo a sfatare insieme alcune convinzioni
Costruiamo un nuovo linguaggio

Conduttore degli incontri
Ernesto Guerriero

Info: AITSAM-Verona cell. 348 1083917

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>